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Duilio Cambellotti. Le grazie e le virtù dell’acqua
Bari (BA)
27 febbraio - 14 giugno 2015
Duilio Cambellotti. Le grazie e le virtù dell’acqua
Inaugurazione: giovedì 26 febbraio 2015, ore 17.30
A cura di: Emanuela Angiuli
Categoria: Arte contemporanea
Promossa da: Acquedotto Pugliese, Regione Puglia, Comune di Bari
Con la collaborazione di: Wolfsoniana Fondazione regionale per la Cultura e lo Spettacolo di Genova e Archivio Cambellotti di Roma.
Orari di apertura:
da martedì a domenica e festivi 10.00 – 18.00. Chiuso lunedì non festivo.
È possibile prenotare l’apertura straordinaria per visite riservate
Monumento unico in Italia, il Palazzo dell'Acquedotto Pugliese di Bari si apre al visitatore come lo scrigno prezioso delle simbologie dell’acqua, delle sue grazie e delle sue virtù, realizzate dal genio di Duilio Cambellotti.

Dal 27 febbraio al 14 giugno 2015 il Palazzo ospita la mostra “Duilio Cambellotti. Le grazie e le virtù dell’acqua”. L’Acquedotto Pugliese, la Regione Puglia, la Città di Bari, con il contributo della Banca Popolare di Bari e la preziosa collaborazione della Wolfsoniana Fondazione regionale per la Cultura e lo Spettacolo di Genova e l’Archivio Cambellotti di Roma, dedicano questa mostra a Duilio Cambellotti per celebrare il primo centenario dell’arrivo dell’acqua nelle terre pugliesi (1915-2015), con un grande omaggio alla poliedrica personalità dell’artista che ha saputo dar corpo e figura alla celebrazione dell’acqua nelle terre assetate della Puglia. La mostra è organizzata dalla società Sistema Museo.

Nell’evento espositivo la narrazione del lungo percorso artistico dell’autore, attingendo alle raccolte di materiali esistenti presso il palazzo dell’Acquedotto, musei, fondazioni, collezioni private, si compone di oltre centoventi opere in dipinti, disegni, illustrazioni, celebri sculture in bronzo come la monumentale “Fonte della Palude”, ceramiche, terrecotte, vetrate, mobili e quaranta bozzetti preparatori eseguiti per il Palazzo dell’Acquedotto, in un susseguirsi di argomenti dedicati: la spiga e l’ulivo, le mille e una notte, il mondo della natura, la grazia delle donne, le virtù dell’acqua, gli stili e gli arredi.

Il poliedrico artista Duilio Cambellotti fu incaricato nel 1931 della decorazione e dell’arredo dell’intero complesso, a coronamento dell’immane impresa di ingegneria idraulica compiuta in una regione avara di acque fin da epoche antichissime. Realizzato fra il 1931 e il 1934, il lavoro che Cambellotti dedica al palazzo rappresenta la sintesi di un lungo percorso artistico che lo aveva visto protagonista nelle arti plastiche, della scultura, pittura, scenografia teatrale, ceramica, illustrazione editoriale, architettura e design, sperimentate di volta in volta con la stessa forza espressiva verso il mondo del lavoro, la terra in particolare. L’impegno assunto a favore delle scuole rurali dell’agro romano, l’insegnamento, la collaborazione con l’Umanitaria e l’Opera nazionale combattenti, la Biennale di Monza, l’esperienza di innovatore nelle illustrazioni dei libri per l’infanzia e nella grafica, sono tutti passaggi, conseguenti e intrecciati l’uno all’altro, tali da formare quel personale cammino artistico che sfocia nei lavori destinati all’Acquedotto come frutto della maturità artistica.

La passione per la cultura del passato che già dai primi anni del ‘900 aveva alimentato le sue esperienze in svariati campi, trova nella committenza barese una rinnovata sperimentazione nelle forme e nelle funzioni sia negli apparati tecnici che di rappresentanza. Nelle decorazioni parietali elaborate negli ambienti di lavoro e negli appartamenti privati dell’edifico, Cambellotti riprende antichi temi a lui congeniali come le fontane, il lavoro femminile, i cavalli che si dissetano alle fonti, inventando ardite sintesi tra il romanico pugliese e il déco.

Il ciclo lavorativo del maestro, infatti, articolato in diverse fasi che definiscono il disegno delle sale, le boiseries, la decorazione pittorica, i pavimenti, gli arredi, le luci, i tappeti, le maniglie, rivela un’adesione sentimentale, una sorta di amore mai obliato verso quella storia dell’antico ispirato dalle forme dei monumenti romanici pugliesi, castelli di un lontano passato cavalleresco. E come nei castelli e nelle chiese medievali la rappresentazione delle storie sacre e profane veniva affidata ad artisti famosi, a dipingere l'avvento dell'acqua in Puglia è Duilio Cambellotti, la cui carriera artistica, nata in ambito modernista, intrisa degli ideali umanitari del socialismo tardo ottocentesco, trova nelle vene pugliesi il guscio di mitologie tutte al femminile.

In questa mostra le porte del Palazzo si aprono dunque sulle stanze dove l'acqua scorre da grossi vasi dipinti, dalle stele femminili di marmo sulle pareti, quasi divinità metafisiche, ieratiche e silenziose, dispensatrici dell'acqua risucchiata dalle vene di un fiume “addomesticato”, fino al trionfo del grande tubo dipinto sulle tele della Sala del Consiglio, trionfo della tecnologia idraulica accompagnata dalla danza delle lavandaie che strizzano lunghi panni bianchi mentre sugli ulivi sventolano al sole grandi bandiere di lenzuola messe ad asciugare.

Nel Palazzo delle Acque, pensato e allestito come una favola, gli arredi sono concepiti come troni di rustiche principesse, gli armadi degli uffici stilizzate dispense di tesori sui quali vegliano volti femminili dai capelli d'acqua madreperlata.


Info e prenotazioni:
Sistema Museo 199 151 123 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 15.00 escluso i festivi) - callcenter@sistemamuseo.it
Autore: Sistema Museo
Data di pubblicazione: 12 febbraio 2015
 
intero 6,00 euro;
ridotto A 4,00 euro (gruppi di almeno 15 unità);
ridotto B 3,00 euro (6-18 anni);
omaggio fino a 5 anni, disabili e accompagnatore, giornalisti accreditati, dipendenti Acquedotto Pugliese e aziende controllate.

audioguide/videoguide
compresa nel biglietto

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