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Rubens e altri capolavori nella chiesa di San Filippo a Fermo
Fermo (FM), Chiesa di San Filippo
30 luglio - 5 novembre 2017
Rubens e altri capolavori nella chiesa di San Filippo a Fermo
Categoria: Arte
Orari di apertura:
OTTOBRE
martedì-venerdì: 10,30-13,00 /15,30-18,00
sabato e domenica: 10,30-13,00 /15,30-19,00
lunedì chiuso
L’Adorazione dei Pastori di Rubens è il dipinto più rappresentativo della Pinacoteca Civica di Fermo e negli ultimi tempi è stato protagonista di un tour che ne ha consolidato la fama oltre i confini regionali. Nel Natale 2015 è stato il protagonista unico di una esposizione a lui dedicata a Palazzo Marino, sede istituzionale del Comune di Milano, dove ha registrato in un solo mese da circa 120.000 visitatori. Sempre a Milano da ottobre 2016 a febbraio 2017 il dipinto di Rubens è stato protagonista con altri, provenienti dai più prestigiosi musei internazionali, di una grande mostra monografica su Rubens e la nascita del Barocco. E infine nella primavera di quest’anno è stato a Roma, nel Complesso di San Salvatore in Lauro, nella mostra Dai Crivelli a Rubens tesori d’arte da Fermo e dal suo territorio, promossa dal Pio Sodalizio dei Piceni per sensibilizzare il pubblico romano sul patrimonio artistico esposto alle conseguenze del terremoto. Conseguenze che hanno comportato tra l’altro la chiusura temporanea della Pinacoteca Civica di Fermo dove la pala di Rubens ha la sua collocazione permanente.

Nel frattempo l’Amministrazione Comunale di Fermo ha portato a termine i restauri e il recupero funzionale della Chiesa di San Filippo, per la quale il maestro fiammingo aveva dipinto l’Adorazione dei pastori e nella quale l’opera era originariamente collocata.

In attesa della riapertura al pubblico della Pinacoteca Civica, l’Amministrazione Comunale ha inteso promuovere un importante evento non solo di carattere espositivo, ma di ricostruzione storica e culturale del Seicento fermano e delle committenze cittadine: nella Chiesa di San Filippo è esposta l’Adorazione dei pastori di Rubens, insieme alla Pentecoste di Lanfranco e all’Assunzione della Vergine di Pittore marchigiano del XVII secolo, opere che provengono anch’esse dalla Chiesa di San Filippo. Per queste tre pale si tratta quindi un “ritorno” alla sede originaria, trasformata nel frattempo in uno spazio espositivo destinato alla promozione culturale della città di Fermo, inaugurato contestualmente alla mostra, restituendo così alla Città una struttura cara alla memoria e alla storia fermana.

La mostra propone inoltre due interessantissimi confronti, centrati sul tema della Nascita, con la Natività di Giovanni Battista Gaulli, detto il Baciccio, proveniente da un’altra chiesa fermana, Santa Maria del Carmine, direttamente influenzata dal dipinto di Rubens e con l’Adorazione dei pastori di Pietro da Cortona, proveniente dalla Chiesa di San Salvatore in Lauro a Roma, nella quale si coglie di nuovo la lezione di Rubens per tutto il barocco italiano.

Si compone così, tra il recupero di un contesto originario e il confronto tra capolavori della pittura barocca, una iniziativa al tempo stesso raffinata e scientificamente fondata, che non mancherà di dare il suo contributo alla valorizzazione post sisma del patrimonio storico artistico fermano.

Autore: Comune di Fermo
Data di pubblicazione: 31 luglio 2017
 
La Chiesa di San Filippo Neri a Fermo

La chiesa di San Filippo Neri a Fermo - seconda fondazione filippina nelle Marche, dopo San Severino e prima di Camerino -, adiacente all’ex Collegio dei Padri Filippini, oggi sede del Palazzo di Giustizia, è stata costruita sui resti di una precedente chiesina trecentesca dedicata a Santo Spirito e realizzata con un cospicuo intervento monetario del Comune di Fermo, come documentato da atti e testimoniato dalla presenza delle aquile con corone e croci municipali poste sulle chiavi delle cappelle di crociera e nel fregio dell’altare maggiore. I primi disegni per la nuova chiesa furono realizzati già dal 1593, ma non accolsero il favore dell’erudito e colto Padre Flaminio Ricci, amico di San Filippo Neri, il quale si mostrò viceversa favorevole a un secondo progetto, proposto probabilmente da egli stesso, e suggeritogli dagli architetti dell’importante fabbrica di San Filippo Neri dei Girolamini a Napoli, dove lui era già dal 1592. La costruzione dell’edificio fermano sulla base del nuovo programma maggiormente impegnativo, cominciò nel 1594 e la chiesa sarà consacrata assieme all’Oratorio nel 1607, dall’arcivescovo fiorentino A Strozzi. L’intero piano di lavoro, tuttavia, proseguì a fatica e non fu mai completato nella facciata, anche se dotata di un bel portale di pietra d’Istria, il cui recente restauro realizzato grazie all’intervento del FAI - Fondo Ambiente Italia – ne ha rilevato e rimesso in luce le splendide linee architettoniche derivanti dallo stile dorico e reso, per contrasto, maggiormente visibile anche il portone realizzato dall’ebanista fermano, Giovanni Mistichelli. L’interno della chiesa è caratterizzato da un’aula a croce latina cui fanno da contorno importanti decorazioni in finti marmi, stucchi, gessi, decori con profilature dorate. Due statue in stucco dipinte raffiguranti rispettivamente San Carlo Borromeo, a sinistra, e San Filippo, a destra, sono invece collocate ai lati dell’altare maggiore realizzato in pietra d’Istria, come gli altri della chiesa, con colonne corinzie in giallo antico. La navata centrale è affiancata da due navate laterali rispettivamente divise in tre cappelle inscritte e comunicanti. Le sei cappelle presentano soffitti con volte a crociera e archi di valico con decorazioni a stucco pregiate. Sulle testate del transetto si aprono i due cappelloni, mentre l’incrocio tra la navata centrale e il transetto è coperto da una volta crociera. L’abside è affiancata da due vani quadrati che ospitavano due piccole cappelle gemelle di Sacrestia comunicanti con le due di transetto, compiute su disegno dell’architetto Giuseppe Rossi e terminate nel 1882.

Il prestigio di questa chiesa non è dovuto solamente alla ricchezza di fregi e ornamenti presenti al suo interno, ma è riconducibile anche all’antica presenza di capolavori dipinti su tela realizzati da due dei massimi artisti seicenteschi operanti nel territorio nazionale: L’Adorazione dei pastori del fiammingo Pieter Paul Rubens – già nella cappella di transetto dedicata alla Natività – e Le Pentecoste con L’Eterno Padre di Giovanni Lanfranco - già nell’altare maggiore -. Due dipinti che insieme alla tela di Pittore marchigiano del XVII secolo con L’Assunzione della Vergine, tornano nel loro alveo originale della chiesa di San Filippo Neri recentemente restaurata, grazie ad un accordo fra Regione Marche, Comune di Fermo, MiBACT e Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, e, nel nostro tempo, tornata a essere il principale monumento del secolo XVII della città di Fermo e sede privilegiata per mostre come quella in essere.

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