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EXCERPTA. ENRICO CORTE e ANDREA NURCIS
Spoleto (PG), Palazzo Collicola Arti Visive
16 dicembre 2017 - 18 marzo 2018
EXCERPTA. ENRICO CORTE e ANDREA NURCIS
Inaugurazione: sabato 16 DICEMBRE 2017 ore 11:30
A cura di: Gianluca Marziani
Categoria: Arte contemporanea
Il Comune di Spoleto e Palazzo Collicola Arti Visive presentano EXCERPTA, la più ampia e articolata mostra mai realizzata da Enrico Corte e Andrea Nurcis, artisti tra i più inclassificabili, sperimentali e visionari del panorama italiano contemporaneo. E’ la prima volta che il Piano Nobile e il Piano Mostre vengono utilizzati per una singola mostra che intreccia linguaggi, tematiche, concetti e forme narrative. Un progetto che rompe il perimetro delle categorie e dei generi canonici, impossibile da classificare nei soliti schemi linguistici. Un viaggio tra opere che sono catalizzatori detonanti, oggetti alchemici e misteriosi, moltiplicatori di senso che sfidano la retorica degli immaginari popolari, dei prodotti edulcorati, dei modi compromissori.

Enrico Corte e Andrea Nurcis, entrambi nati a Cagliari, esordiscono all’inizio degli anni Ottanta nel capoluogo sardo. Dopo essersi trasferiti a Roma nel 1991, hanno maturato un modus iconografico che li ha resi un’entità misteriosa, sfuggente, spesso indecifrabile. Nel 2009 hanno trasferito i loro studi nella campagna ravennate, dove operano in un laboratorio artistico che permette lo sviluppo di progetti su larga scala. La mostra presenta due percorsi antologici individuali, oltre ad un buon numero di opere firmate a quattro mani, secondo un modello operativo che da sempre li vede agire con questa doppia natura. Un processo anomalo in cui la convivenza decreta reciproche influenze e comuni appartenenze, al punto da fondersi creativamente su alcune visioni specifiche.

La mostra a Palazzo Collicola Arti Visive si distribuisce come un viaggio randomico negli spazi arredati del Piano Nobile e nelle zone bianche del Piano Mostre. Non un consueto percorso cronologico o tematico ma una germinazione spontanea negli ambienti, un insieme di apparizioni che somigliano al cammino dentro un bosco autunnale, quando si incontrano piante di varia tipologia senza un apparente ordine prestabilito.

EXCERPTA vuole presentare un “estratto” della nostra produzione, sia con le opere realizzate individualmente sia con i risultati dei nostri progetti collaborativi sviluppati nel corso del tempo. La A cerchiata inserita nel titolo rimanda a una metodologia di selezione di opere e organizzazione degli spazi non troppo rigida e rigorosa in base a un ordine canonico di tipo cronologico e tematico; piuttosto secondo un viaggio labirintico e aggrovigliato, fondato sul principio di piacere ma anche sul caso e sulla sorpresa: un percorso in definitiva del tutto anarchico. D’altra parte, il lasciarsi fluire nell’anarchia dei linguaggi nel perseguire una nostra visione, un nostro miraggio estetico, è ciò che ha caratterizzato tutto il nostro operare fin dagli esordi. Corte e Nurcis

Ci sono artisti che seguono strade aperte da altri, producendo conseguenze rispetto ad immaginari esistenti. E poi ci sono artisti con fiuto innato per l’innovazione, lo spiazzamento, la catarsi espressiva, l’intuito radicale. Sono gli artisti che creano archetipi, che inventano un immaginario e lo aprono al mondo, proprio come i nostri Corte e Nurcis, un unicum italiano dagli anni Ottanta, da quando giovanissimi si presentarono al pubblico con qualcosa di mai visto per impatto, stile e contenuti. Le loro opere attraversano ogni linguaggio in modo armonico e funzionale, combinando tecniche, cambiando stili, ribaltando codici, sperimentando materiali e tecnologie, collaborando con autori di altre discipline, orchestrando produzioni dal modello cinematografico…

Gianluca Marziani: Due artisti, due amici, due esperienze visive che ho ripetutamente varcato e attraversato, entrando nei labirinti concettuali dei loro piani veggenti, dei loro angoli estremi, delle loro supernova interiori. Enrico Corte e Andrea Nurcis sono artefici pazienti d’immaginari germinativi, sorta di tessitori alchemici che reinventano l’invenzione stessa e plasmano figurazioni catartiche. La loro arte racconta le molteplici possibilità oltre la norma e il consueto, indica le biologie oltre il biologico, segna le coordinate di un mondo sui generis, ben oltre il didascalico, ben oltre il semplice gender. Corte e Nurcis aprono le porte di una conoscenza sconfinata ed eclettica, metabolizzata attraverso gli strumenti manuali, attraverso la disciplina metodica e l’intuito iconico. Due grandi artisti, due amici che non hanno mai tradito indole, attitudine e visione personale. Due storie italiane che meritano la nostra sintonia. Il nostro pensiero. Le nostre migliori visioni del domani.

Le loro opere metabolizzano le chiavi estetiche del nostro tempo. Hanno la peculiarità di intuire in anticipo gli immaginari mediatici dominanti, plasmando un metalinguaggio che ribalta molti stereotipi della comunicazione odierna. Corte e Nurcis infondono linfa complessa alle estetiche prescelte, al punto da muoversi tra stili eterogenei e codici in continua trasformazione. Allo stesso tempo, scorre una traccia silente che accomuna l’intera produzione degli autori, come se ci fosse un timbro iconografico, un’infusione epidermica che avvolge le superfici bollenti delle opere.

ENRICO CORTE procede come un chimico dell’immagine, un metabolico miscelatore di processi linguistici che inventa soluzioni aperte per lo specifico contenuto del singolo progetto. L’artista parte da un’idea catartica, da un fattore - sociale o culturale - che lo colpisce. Si tratta di notizie che afferra in nuce, quando il “fattore” deve ancora trasformarsi in “fenomeno” di ampia portata (Anthrocon, Maskon…), quando il popolare nasconde zone ambigue (Padre Pio…), quando i modelli antagonisti iniziano a rilasciare energie collettive (le culture del piercing e dei feticisimi Bdsm che Corte rielaborò in anticipo sui futuri trend)… ad accomunare gli spunti è il modo di metabolizzare il fattore iniziale: perché Corte produce un oggetto che non è mai eterodiretto o semplificato, al contrario si tratta di un’opera a strati interni (layer), leggibile in molte maniere, mai didascalica, inclassificabile nei generi tradizionali, sfuggente per natura interpretativa. Pitture, disegni, sculture, elaborazioni digitali, video, composizioni sonore… molteplici codici che prendono le sembianze del contenuto tematico, mimetizzandosi sotto le giuste spoglie figurative. Ogni opera un teorema aperto, ogni messaggio una sfida per la nostra coscienza: è l’arte che ritrova la sua natura irrequieta, drammaturgica, crudele e sanguinolenta come piaceva a Caravaggio, Goya, Velazquez...

ANDREA NURCIS procede come un paleontologo dell’immagine, un ricercatore di ritratti fossili che nel corpo umano vede il suo personale minerale organico, connesso al tempo disteso dell’antropologia. La ricerca scava nel nucleo atavico dell’espressione figurativa, scende verso un fondo che non arriva mai, verso una misura universale del gesto continuo, disciplinato, metodico. Il disegno ad inchiostro, uno dei linguaggi preferiti da Nurcis, spiega bene la sua attitudine: un singolo foglio, una penna Bic da usare fino ad esaurimento, occupando il tempo notturno come un rito apotropaico, elaborando volti e corpi che sembrano arrivare da mondi alieni o lontanissimi passati. Il suo procedere connette il tempo presente alla dimensione orizzontale di un tempo assoluto, oltre la fisica degli eventi quotidiani, nelle zone amate da quegli artisti che hanno riconnesso l’approccio del Concettuale con lo scavo “in verticale” nella cultura dell’Immagine. Opere su carta, sculture umanoidi, quadri a rilievo, volumetrie anomale: diverse tipologie espressive che elaborano un’omogenea e radicale catarsi, quasi fossero particelle sparse di una medesima matrice generativa. Anche qui è l’arte che ritrova la sua natura introspettiva, la sua potenza morale, le sue meccaniche senza piacevoli compromessi.

Corte e Nurcis dedicano questa mostra a Silvia, Cristina, Lia, Lisa, Cesare…


Autore: Sistema Museo
Data di pubblicazione: 30 novembre 2017
 
EVENTO DI FINISSAGE

sabato 17 marzo 2018 alle ore 12.00 è previsto il finissage della mostra. Le collezioni del Palazzo saranno aperte al pubblico con il seguente orario: dalle ore 10.30 alle ore 14.00 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30 (chiuso dalle ore 14.00 alle ore 15.00).
L’ingresso gratuito sarà previsto solo dalle ore 12.00 alle ore 14.00, nel restante orario di apertura al pubblico l’ingresso sarà a
pagamento.
Domenica 18 marzo 2018, ultimo giorno di apertura al pubblico, la mostra sarà aperta solo la mattina dalle ore 10.30 alle ore 13.00

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