Palazzo Ferrini, primo nucleo del monastero di cui il museo porta il nome, ospita sia opere della collezione locale sia i capolavori della collezione Chiomenti Vassalli.
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Se vuoi effettuare una visita in giorni e orari diversi da quelli di apertura ordinaria (con supplemento apertura straordinaria) o per le scuole scrivi una mail a prenotazioni.cultura@orologionetwork.it
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Il Museo del Monastero delle Orsoline è situato all’interno del complesso monastico di Calvi dell’Umbria, progettato dall’architetto Ferdinando Fuga e realizzato nella prima metà del Settecento per ospitare il Noviziato dell’Ordine. Fu abitato dalle suore fino al 1994, quando queste si trasferirono al Monastero di Velletri.
A memoria della storia del monastero il Museo ospita del mobilio portato in dote dalle suore al monastero, delle tele di soggetto sacro provenienti da chiese locali, una pala lignea cinquecentesca di Camillo Angelucci “La Pentecoste” ed un crocifisso ligneo della fine del XV secolo.
Il percorso museale prevede anche la visita alle Cucine Storiche Settecentesche, al lavatoio, alla legnaia e al Coro del Monastero, oltre alla visita al Presepe Monumentale in terracotta policroma del XVI secolo, realizzato da Giacomo e Raffaele da Montereale presso la Chiesa della Confraternita di Sant’Antonio.
La costruzione del Monastero partì da un palazzo nobiliare preesistente (sec. XVII), appartenuto alla famiglia Ferrini che, per volontà di uno dei suoi membri, Demofonte Ferrini (notaio in Roma), diede vita ad una nuova realtà calvese.
Accanto a questo affascinante contesto storico-artistico di origine monastica oggi il Palazzo Ferrini ospita un altro tesoro, la Collezione Chiomenti Vassalli, di oltre 150 opere d’arte di grande qualità tra dipinti, sculture, disegni, stampe e medaglie, raccolta nel corso di tre generazioni da questa famiglia romana e donata dai discendenti, Filippo e Carlo Chiomenti, al Comune di Calvi a partire dal 2009 con numerosi successivi arricchimenti fino alla recente donazione del 2024 che ha aggiunto una nuova sala affacciata sulla valle e dedicata alle “Fantasie” tra le quali spiccano i Grandi Capricci Architettonici seicenteschi di Niccolò Codazzi e di Pietro Montanini e settecenteschi di Vincenzo Rè.
Un attento lavoro di ricollocazione e riprogettazione ha dato vita ad uno spazio artistico coinvolgente e al tempo stesso funzionale, rivolto alla fruizione pubblica di questa esclusiva collezione d’arte.
Nell’ambito della Collezione è possibile ammirare opere straordinarie di artisti del calibro di Pieter Brueghel il giovane (sec. XVI) con “La Parabola dei Ciechi”, di Guido Reni con “La Maddalena Penitente” (sec. XVII), di Jacob Ferdinand Voet con “Ritratto della Regina Cristina di Svezia” (sec. XVII), di Pompeo Batoni con “La fuga di Enea da Troia” (sec. XVII), di Gaspar Van Wittel con “Veduta di Roma del Campo Vaccino dal Campidoglio con la Loggia dell’Aracoeli” (firmato, sec. XVII) e di Lavinia Fontana con “Ritratto del Cardinale Scipione Borghese” (sec. XVII), oltre altre numerose opere da scoprire.
PRESSO LA BIGLIETTERIA DEL MUSEO È POSSIBILE ACQUISTARE LA NUOVA GUIDA BREVE DELLA COLLEZIONE, AGGIORNATA ALL’ULTIMA DONAZIONE DEL 2024.